Back

L’impiantista PMI e il BIM: 6 motivi per fare la conoscenza

 

 Il BIM è un data base informativo

Quello che ho capito del BIM è che si tratta di una vera rivoluzione perché trasforma il concetto di progetto integrato; da somma di elaborati (distinti fra di loro come ad esempio: disegni, relazioni, capitolati, ecc.) a unico ambiente collaborativo, in cui ogni elemento costruttivo contiene sia le dimensioni geometriche ma anche altre informazioni che riguardano aspetti prevalentemente gestionali.

Dalla progettazione simbolica a quella parametrico – reale lo scopo è condividere le informazioni per aumentare il VALORE per tutti gli attori coinvolti nell’intero processo di progettazione – esecuzione e gestione dell’opera.

L’interoperabilità è garantita dallo standard IFC (Industry Foundation Classes) che nasce per rappresentare il linguaggio comune su cui confrontarsi.

Lo scopo del BIM è tanto “nobile” quanto distante dalla cultura predominante oggi nel mercato italiano delle costruzioni. Mi riferisco alla volontà di mettere in condivisione tutte le competenze utili a massimizzare la qualità dell’opera da realizzare, nella “speranzache i rischi e le relative remunerazioni siano condivise tra tutti i portatori d’interesse.

Se parliamo di informazioni aggiuntive a quelle geometriche le principali riguardano i tempi e i costi di realizzazione, che rappresentano la strada per trasformare dati in informazioni gestionali (4 e 5 D).

 

Come interagire nell’era del BIM

Il cambio di paradigma passa per la progettazione dell’intero ciclo di vita dell’opera perché solo una progettazione e una realizzazione eccellente garantiscono l’ottimizzazione delle prestazioni della costruzione.

Ma perché il BIM dovrebbe avere successo e non rappresentare solo una moda?

Senza dubbio l’aspetto relativo alla riduzione delle criticità, grazie alle tecniche di clash detection, per la verifica delle interferenze, sono interessanti. Così come la naturale evoluzione tecnologica digitale apporta vantaggi innegabili quali:

  • Velocizza la fase di Review del progetto,
  • Migliora il controllo in fase di monitoraggio avanzamento lavori,
  • Facilita la realizzazione del As built Dossier,
  • Attiva tecniche di Model & Code Checking,

Ma a prescindere da questi tool innegabilmente utili la progettazione rimane sempre un’opera d’ingegno e il BIM rimane uno strumento a supporto della competenza ed esperienza dell’uomo!

Il vero motivo per cui il BIM è un percorso evolutivo irrinunciabile, almeno a mio avviso, riguarda la maturazione della consapevolezza da parte delle committenze, sia private sia pubbliche, che una buona opera ben progettata e ben realizzata sia la garanzia per l’ottimizzazione dei costi di esercizio; intesi come costi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di riscaldamento e raffrescamento ecc.

 

Da esecutore a gestore, il nuovo ruolo dell’impiantista

Il business passa dalla costruzione alla manutenzione. L’aumentata complessità richiede nuove competenze e specializzazioni in un contesto dove la tecnologia e la digitalizzazione dei processi si evolvono sempre più velocemente.

L’evidenza si riscontra dai numeri del mercato. Bati pensare che dal 2008 al 2017 la variazione del segmento manutenzione nell’ambito del comparto costruzioni è aumentato del + 21 % circa in controtendenza a tutti gli altri segmenti che sono in pesante perdita (fonte ANCE centro studi)

A questo aggiungiamo l’aumento considerevole dell’incidenza del valore degli impianti (oltre che di serramenti, isolamenti e impermeabilizzanti) sul valore complessivo dell’opera. Ed inoltre, l’aumento medio degli importi a base d’asta negli appalti favorisce e incentiva la preferenza a ricercare un unico interlocutore per tutti gli impianti (idro termo, meccanico, elettrico, domotica, antifurto, antincendio, wi-fi, illuminotecnica, irrigazione) da parte dei main contractor; a prescindere dal fatto che il soggetto a cui si rivolgono sia un raggruppamento di imprese (ATI, Rete, Consorzio, ecc.).

La manutenzione “a chiamata” è affiancata da sistemi sempre più evoluti che dal comparto industriale si stanno diffondendo anche nel civile.

Flow chart informativo in ambito Facility Management

Enti, gestori di patrimoni immobiliari e aziende stanno investendo nella digitalizzazione della manutenzione, grazie agli incentivi e ai programmi di governo, per ora non smentiti da quello nuovo. IoT, Indusry 4,0, Super e iper ammortamento, digitalizzazione della PA d.lgs 229 e introduzione del BIM nel codice appalti sono tutti segnali inequivocabili che vanno in questa direzione. Uni 11337, nuove figure professionali, quali il BIM manager e lo BIM specialist, affiancano progettisti e uffici tecnici aziendali in un percorso, sicuramente italiano ma certamente incentivato dalla spinta proveniente dagli altri paesi.

Il modello BIM quindi come strumento per la realizzazione facilitata del As Built dossier, elemento fondamentale per la realizzazione del piano e del programma di manutenzione.

Dalla manutenzione a chiamata alla manutenzione preventiva o predittiva il passo non è poi così grande e le richieste di strumenti BIM compliance per la gestione integrata degli asset manutentivi arrivano soprattutto dagli enti pubblici che inseriscono nei progetti affidati con la formula “E+V (economicamente più vantaggiosa)” la richiesta di interazione con modelli BIM, protocolli BIM, restituzione di catasto degli asset manutentivi in formato BIM, ecc.

 

6 motivi per approfondire la conoscenza del BIM

Ecco allora rispettata la promessa del titolo, quali sono i sei motivi per approfondire la conoscenza del BIM anche se sei un artigiano impiantista o se sei una PMI del settore costruzioni:

  1. E’ in atto una graduale (lenta ma inesorabile) transizione tra le tecniche di progettazione tradizionale e l’introduzione del modello BIM quale standard tra committenza – progettazione ed esecutori. Per cui prima o poi dovrai capire di cosa si tratta per rimanere al passo con lo stato dell’arte!
  2. Innegabilmente il BIM velocizza la comunicazione tra i diversi attori coinvolti nel processo costruttivo. E quindi riduce i tempi di riprogettazione, modifiche e varianti; il che significa risparmiare.
  3. E inoltre favorisce l’interazione informativa tra i diversi soggetti esecutori (ad esempio in ambito di subappalto). Potresti quindi essere prima o poi posto davanti alla richiesta di interagire con l’appaltatore o la capogruppo in ambito BIM.
  4. Può rappresentare un vantaggio competitivo in ambito pubblico (ad esempio nella partecipazione alle gare E+V, oppure nell’ambito dei progetti di partenariato pubblico – privato). Potresti quindi avere maggiore possibilità di successo nella partecipazione a questo tipo di gare.
  5. Senza dubbio consente il contenimento dei costi nella realizzazione del piano di manutenzione dell’opera. E magari avere maggiori probabilità di essere scelto quale manutentore perpetuo dell’opera realizzata e pianificare un flusso finanziario per la tua azienda in relazione ad un “vero” programma di manutenzione programmata.
  6. Ed infine può rappresentare un supporto alla standardizzazione dei processi aziendali in un’ottica di “cambiamento”.

Non è la specie più forte a sopravvivere. E nemmeno quella più intelligente ma la specie che risponde meglio al cambiamento. – Charles Darwin

 

Roberto Crepaldi
Roberto Crepaldi

robertocrepaldi@libero.it

Dal 1990 lavoro nelle imprese di costruzioni, sono stato direttore generale e membro di diversi consigli di amministrazione di imprese di medie e grandi dimensioni. Sono co-fondatore di I.M.S (Integrated Management Services) e responsabile del settore controllo di gestione e contabilità direzionale.